Prime valutazioni delle emissioni di campi elettromagnetici da sistemi antitaccheggio (dBA, 2015)

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Prime valutazioni delle emissioni di campi elettromagnetici da sistemi antitaccheggio (dBA, 2015)

Prime valutazioni delle emissioni di campi elettromagnetici da sistemi antitaccheggio (dBA, 2015)

Pubblicazioni

28 maggio 2015

L’esposizione a campi elettromagnetici della popolazione è in continuo aumento a causa sia dell’immissione nel mercato di apparati basati su nuove tecnologie, sia dell’aumento del numero di utilizzatori. Allo stato attuale emerge che per alcune tipologie di sorgenti ci sia un interessamento, più o meno giustificato, da parte del grande pubblico e dai media (vedi telefonini o elettrodotti), viceversa la consapevolezza del rischio dovuto all’esposizione causata da altre tipologie di apparati risulta il più delle volte scarsa o assente. A quest’ultima categoria appartengono ad esempio i sistemi antitaccheggio. Secondo le linee guida di ICNIRP (International Commission of Non Ionizing Radiation) [1] nel 2004 in tutto il mondo erano presenti oltre un milione di sistemi elettronici per la sorveglianza delle merci, installati in biblioteche, negozi, grandi magazzini. Per la loro stessa natura, questi sistemi creano un incremento dei campi elettromagnetici nella zona di entrata e di uscita dal locale sorvegliato, in modo che tutti, sia chi lavora nel locale, che i clienti, debbano attraversarla. Considerando che l’esposizione prodotta da tali apparati riguarda principalmente la popolazione generale, ci si aspetterebbe che i livelli dei campi emessi siano inferiori alle soglie considerate a rischio anche per i soggetti più sensibili. Da una prima ricognizione eseguita sia a Siena che in alcuni esercizi commerciali della Lombardia, risulta invece che i livelli di campi elettromagnetici emessi sono superiori a quelli previsti per la popolazione generale; inoltre in genere sia nei manuali di istruzione ed uso che sui macchinari, non è reperibile alcuna avvertenza specifica per tutelare i soggetti particolarmente sensibili o con controindicazione all’esposizione a campi elettromagnetici, quali ad esempio i portatori di dispositivi medici impiantati.
Nell’ambito del presente lavoro si riportano i risultati preliminari di un’indagine sulle esposizioni a CEM prodotte da sistemi antitaccheggio di diffuso impiego sul territorio nazionale.

A. Bogi, I. Pinto, N. Stacchini, A. Merlino, G. Gambino, A. Merlino, G. Quadrio (2015) Prime valutazioni delle emissioni di campi elettromagnetici da sistemi antitaccheggio, atti del convegno dBA 2015 (Modena 27 maggio 2015)


Ultimo aggiornamento il 28 Settembre 2018.