Strategie di valutazione del microclima negli ambienti produttivi e assimilabili (dBA2019)

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Strategie di valutazione del microclima negli ambienti produttivi e assimilabili (dBA2019)

Strategie di valutazione del microclima negli ambienti produttivi e assimilabili (dBA2019)

Pubblicazioni

Bologna, 17 ottobre 2019

Convegno Nazionale dBA2019, Agenti fisici e salute nei luoghi di lavoro

Strategie di valutazione del microclima negli ambienti produttivi e assimilabili

Con questo lavoro abbiamo voluto riesaminare i criteri con i quali determinare se la valutazione del microclima negli ambienti produttivi e assimilabili (ovvero magazzini, officine altri reparti a servizio dei produttivi) debba essere condotta mediante un accertamento sul comfort o sullo stress termico.
La nostra conclusione è che negli ambienti produttivi e assimilabili, l’obiettivo protezionistico di una valutazione del microclima sia quello di garantire la tutela da eventuali condizioni termicamente stressanti per i lavoratori e che quindi la valutazione del rischio microclima concerna lo stress termico.
Riteniamo che gli argomenti portati risolvano l’impasse cui conduce una valutazione condotta con obiettivo di accertare e quindi poi garantire il comfort termico in questi ambienti.

È noto infatti che rispetto al microclima il legislatore impone di valutare gli effetti sul comfort o quelli sulla salute dei lavoratori, a seconda dei casi. La valutazione del rischio microclima in ogni ambiente di lavoro deve pertanto essere preceduta da una corretta individuazione degli obiettivi di prevenzione che devono essere raggiunti.

Questa doppia corsia per la valutazione dei rischi occupazionali è ben delineata per alcuni agenti (il rumore ad esempio, ma anche la qualità dell’aria) mentre per quanto riguarda il microclima stenta a trovare una definizione condivisa dai diversi attori che hanno un ruolo nella gestione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro: lavoratori, datori di lavoro e organi di controllo.

Ad esempio, un ambiente produttivo con livelli di esposizione al rumore inferiori a 80 dBA è considerato a basso livello di rischio e nessuno obietterebbe che siano da perseguire gli obiettivi di comfort acustico; il rischio è semplicemente dato per trascurabile e la sua gestione è ridotta al minimo nell’agenda dei lavori dei responsabili della salute e sicurezza aziendali. Ciò non di meno, in un generico ufficio (anche dello stesso sito industriale) non potrebbe essere tollerato un livello di esposizione di 75 dBA, pur rimanendo questo un livello che rende nullo il rischio di ipoacusie, perché il lavoro che si svolge in tali ambienti richiede che siano soddisfatte condizioni di comfort acustico affinché la salute degli impiegati sia adeguatamente tutelata.

Tuttavia, per quel che concerne il microclima, non è raro che la valutazione del rischio sia compiuta perseguendo obiettivi di comfort, oltre che negli uffici, anche in ambienti produttivi, candidando la valutazione ad un esito negativo per il quale sarà difficile, quando non impossibile, trovare delle soluzioni di risanamento. Un approccio siffatto rischia di comportare la paralisi del Servizio di Prevenzione e Protezione che si trova di fronte a una non conformità per la quale sembrerà che non sia possibile attuare alcuna efficacie misura di riduzione. A nostro avviso questa modalità di valutazione, come illustreremo nel seguito, ha un vizio di procedura che consiste nella errata individuazione degli obiettivi protezionistici. Questi devono essere innanzitutto individuati nella tutela da eventuali condizioni di stress termico (fatta salva ogni più restrittiva valutazione a tutela dei soggetti particolarmente sensibili al rischio).

La verifica di comfort termico, a nostro avviso, è da considerarsi pertinente e applicabile negli ambienti detti indoor secondo un’interpretazione estensiva della definizione che ne dà la norma tecnica UNI EN ISO 16000-1:2006, ovvero “ambienti non soggetti alle prescrizioni indirizzate alla tutela dei lavoratori contro gli effetti derivanti dall’esposizione a sostanze e agenti nocivi”. Questi comprendono, in via non esaustiva, uffici, guardiole, reception e più in generale desk di interazione con il pubblico generico.

A. Merlino, G. Gambino, D. Meda, G. Quadrio (2019) Strategie di valutazione del microclima negli ambienti produttivi e assimilabili, atti del convegno nazionale dBA 2019 (Bologna, 17 ottobre 2019)


Ultimo aggiornamento il 25 Ottobre 2019.